Iniziamo così – l’Odissea di un concorsista

Un’Odissea. Anche se lo chiamano concorso lavorativo. Un viaggio dove dunque sai quando parti e non quando arrivi, e in cui devi confrontarti con mille mirabolanti creature da più teste e arti con strane funzionalità, e divinità dal brutto carattere e capaci di provocare inondazioni solo perché avete accecato il loro figlio da un occhio ma per legittima difesa. C’è chi la vede così e chi invece come una semplice prova in cui “basta studiare”

“basta navigare…”

In ogni caso oggi voglio raccontarvi di come un semplice ragazzo che si diletta di giornalismo si sia buttato a capofitto nel mondo dei concorsi pubblici italiani, e di quel che vi trovò. Nello specifico parliamo del concorso funzionari MIUR, ovvero del Ministero della Pubblica Istruzione. Cosa mi ha spinto a buttarmi in questo mondo? Beh potrebbe essere il desiderio di servire il mio Paese, di dare un contributo personale, ma non vi mentirò e citerò ai primi posti il sogno che ha la forma di una comoda poltrona e di un posto inamovibile e eterno come il più temibile dei grandi antichi.

lui il posto fisso a R’lyeh ce l’ha…

La scelta di questo ministero non è stata comunque del tutto casuale per me, avendovi io servito come docente supplente in varie scuole (esperienza che fra l’altro, ripeterei con piacere)

Parlare di Odissea però non è casuale viste le modalità di svolgimento. Il Ministero infatti ha deciso di distribuire i candidati non sulla base della città di residenza, ma di un doppio criterio tra data di nascita per quanto riguarda gli alunni, e sedi da trovare per svolgere la prova, visto che dovevano essere dotate di pc funzionanti in sufficiente numero. Le prove si sono infatti svolte nelle aule informatiche delle scuole, e per finire, la destinazione dei candidati è stata scelta con un sorteggio. Così, c’è chi si è trovato a svolgere la prova a Catania pur risiedendo a Palermo, o addirittura alle Isole Tremiti pur abitando a Bari. Per me, è andata bene. Da Cagliari dovevo spostarmi a Iglesias,nell’Istituto Magistrale Baudi di Vesme, una delle scuole più grandi del circondario. Decisi dunque di prenotare un Bed and Breakfast, per stare comodo la notte.

Modalità guida turistica on: Iglesias è una cittadina nella defunta provincia di Carbonia – Iglesias di cui era uno dei capoluoghi. Può vantare alcune mete turistiche interessanti tra cui il grandioso castello di Salvaterra, e il complesso minerario, collegato alla più recente storia cittadina, e che prima di chiudere fu uno dei più grandi d’Europa. La zona ha un clima mediterraneo e percorrendo alcuni km si può raggiungere la spiaggia del pan di Zucchero, mentre le campagne sono caratterizzate da bellissimi uliveti secolari. Modalità turistica off.

Ho scelto di alloggiare in un Bed and Breakfast chiamato “L’Antico Ulivo”, e che aveva proprio nel giardino un magnifico uliveto. Casa di campagna restaurata di recente per il suo nuovo uso, era gestita da un gentilissimo signore. Quando gli ho raccontato perché ero lì, forse mi ha preso anche più in simpatia. Si è offerto di accompagnarmi in pizzeria, e perfino alla scuola il giorno dopo. E ora che ci penso mi sento un ladro a non avergli lasciato la mancia.

Benvenuti all’Antico Ulivo, e no questa non è una pubblicità

Ma ora concentriamoci sulla nostra Sfinge, sulla casa che rende folli, insomma sulla sede del concorso e sul concorso in sé. A parte che non avevo mai visto una scuola così alta (ben 4 piani) e che somigliava davvero alla Casa che Rende Folli delle Fatiche di Asterix, l’esperienza è stata molto tranquilla e il personale estremamente gentile. Eppure io non credo che si possa trovare un miglior documento della gioventù italiana se non girando per le sale d’attesa nei minuti prima di un concorso. C’è un’atmosfera che definirei senza problemi di pesante rassegnazione, un misto tra “ci provo” e “non so perché son qui” in alcuni. Il sentimento di ansia per la prova ma anche di chi sa già che proverà il prossimo. E poi ci sono quelli che sanno, che sono venuti con la certezza della preparazione, e che mantengono una calma sicura, diversa. Sono quelli più odiosi, forse. Io? Beh ho passato l’estate sul libro, ma la materia era così complessa che riuscivo a malapena a leggere una cinquantina di pagine al giorno.

 

Visto che ho proprio studiato la legge sulla privacy, non farò la sciocchezza di diffondere nomi e dati sensibili sui partecipanti. Tra di loro c’erano le più diverse carriere. Qualcuno laureato in giurisprudenza, qualcuno in materie umanistiche come me. “Forse abbiamo sbagliato noi”, diceva un ragazzo, “c’è chi ha scelto l’istituto tecnico e da quindici anni lavora già”.  “Una mia amica fa la parrucchiera”, raccontava una ragazza, “non avete idea di quanto guadagnino i parrucchieri! E ha pure assunto!”, “Già, e io a quest’ora avrei quindici anni di contributi pagati, magari altri dieci e me ne andavo in pensione baby!”, continuava il ragazzo. “Però è anche una questione della famiglia in cui siamo cresciuti. A me hanno insegnato l’importanza degli studi”; “già e se io dicevo a mio padre che volevo fare il parrucchiere, mi avrebbe fatto volare a forza di schiaffi”. E si rideva. Per non piangere forse. Il tutto ammirando e additando come esempio l’uomo che si è costruito una carriera da solo e a 30 anni smetterà di lavorare perché è milionario: san Salvatore Aranzulla

Veneratemi.

Dopo un’ora di questa atmosfera finivo per allontanarmi e passeggiare per il corridoio per sfuggirne. Si arrivava alle 8 ma la prova però sarebbe cominciata solamente alle 10. Sapete, si è scelta la sede per i motivi che vi ho spiegato, l’orario per avere il tempo con calma di predisporre ogni cosa, ma io ci vedo anche una strategia: scremiamoli un po’ con sedi difficili da raggiungere (tra i presenti c’era anche chi si era fatta un paio d’ore di macchina partendo da Nuoro o da Sassari e alzandosi alle sei del mattino). Diamo loro un po’ di tensione facendoli accomodare per un’ora e mezza di attesa. Solo i più forti così passeranno!

Un dirigente del Ministero esulta per la riuscita del suo astuto piano.

 

Dopo qualche tempo di lunga attesa, fummo “fatti accomodare” in laboratorio. E la prova iniziò. Siete arrivati qui per leggere qualche informazione ma davvero non posso dire molto. Prima di tutto non sarebbe corretto. E poi non ricordo più molte domande.

I

 

Posso solo dire che 100 domande rappresentavano uno scoglio non da poco, e che la maggior parte richiedeva comunque una profonda conoscenza di articoli e date, una pura memoria più che di concetti, di numeri e parole. Il mio risultato? 45 domande su 100 esatte, per un punteggio di 27,9. Il primo arrivato ha totalizzato 70 punti, l’ultimo 20. Vado a memoria. Devo dire che sono rimasto un po’ deluso, però sotto un altro punto di vista sono sorpreso di quanto ho imparato in pochi mesi, partendo da zero.

Ce l’avrò fatta? Vi lascio con questa suspense. In ogni caso mi sono già iscritto a un altro concorso, e posso sempre riciclarmi come blogger.

Vi sembro bravo?

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